A noite aguda
Ouvi um deus me acuda
Como se aqui fosse a croácia
E era um assalto na farmácia
Alguém necessitava
Gaze e merthiolate
Ob e chá mate
Chamo-te pelo antinome, pai
Quando o invisível
Some e se esvai
Em vinho que não bebo
Em pão que não comerei jamais
No dia longo
Sol nascendo e sol se pondo
Como se aqui fosse o saara
É ceará e mais deus não dera
Oásis quase nem
Ninguém sequer espera
Resseca gente-fera
A noite morre
Ouço um quem me socorre
Como se grozni aqui fora
E era alguém que ia embora
E o outro que ficava
Implorava companhia
Perdão, misericórdia
Una notte chiara
ho sentito un Dio venire da me
come se qui fosse la Croazia
ed era un assalto ad una farmacia
Qualcuno aveva bisogno
di garze , mercurio
e di un mate.
Ti chiamo per soprannome padre
quando l'invisibile scompare
e svanisce in vino che non bevo
in pane che non mangerò mai.
Nel lungo giorno
sole che sorge e tramonta
come se qui fosse il Sahara
E' il Cearà che non ha più Dio
oasi quasi nessuna
nessuno più aspetta
gente a prosciugarsi nella rabbia.
La notte muore
ho sentito uno che mi soccorre
come se Grozny fosse qui fuori
c'era qualcuno che fuggiva
un altro che restava
implorava compagnia, perdono , misericordia.

Nessun commento:
Posta un commento