Post più popolari

sabato 23 luglio 2016

Princesa





PRINCESA (F. De Andrè)

Sono la pecora sono la vacca
che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta
piccole tette da succhiare

Sotto le ciglia di questi alberi
nel chiaroscuro dove son nato
che l'orizzonte prima del cielo
ero lo sguardo di mia madre

"che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l'istinto sarà la vita"

e io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica

nel dormiveglia della corriera
lascio l'infanzia contadina
corro all'incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna

nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno seni miracolosi

perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l'amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia

sorriso tenero di verdefoglia
dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari
sul palcoscenico della mia vita

dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s'appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l'altro si arrende

che Fernandino mi è morto in grembo
Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un'unica stella
che squilla di luce di nome Princesa

a un avvocato di Milano
ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo
nella penombra di un balcone

o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l'incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)



giovedì 21 luglio 2016

Cantando con Francisco. Mia e Loredana.



QUESTE E QUELLE

(Bardotti - Chico Buarque) - 1970


Se questa non ha mai sorriso
l'ha fatto apposta perché sa
di meritarsi il paradiso
e l'ora in cui si sfogherà
la vita è fatta di un rosario
che sembra non finire mai
per questo qualche volta è stanca
e piange d'infelicità
che vita!
Dio, quante ave marie
ho già perso il conto
di quanto pregai
se l'altra non ha paradiso
non è molto importante, no
è tutta fatta di sorriso
la professione che lei fa
la vita è come un ballo dove
compagno non si sceglierà
per questo qualche volta è stanca
e piange d'infelicità
che vita!
Dio, quante strade ho battuto
cos'ho guadagnato, che fine farò?
E tutte le mattine all'alba
c'è questa che alla messa va
e quella, triste innamorata
sfinita a casa tornerà
e il caso vuole che le due
che già la sorte separò
s'incontrino per strada, mute
negli occhi lo stesso dolore
che vita!
Dio, com'è lunga la vita
perché tanta vita se poi ci deluderà.


UMAS E OUTRAS (Chico Buarque)

Se uma nunca tem sorriso
É pra melhor se reservar
E diz que espera o paraíso
E a hora de desabafar
A vida é feita de um rosário
Que custa tanto a se acabar
Por isso às vezes ela pára
E senta um pouco pra chorar
Que dia! Nossa, pra que tanta conta
Já perdi a conta de tanto rezar

Se a outra não tem paraíso
Não dá muita importância, não
Pois já forjou o seu sorriso
E fez do mesmo profissão
A vida é sempre aquela dança
Onde não se escolhe o par
Por isso às vezes ela cansa
E senta um pouco pra chorar
Que dia! Puxa, que vida danada
Tem tanta calçada pra se caminhar

Mas toda santa madrugada
Quando uma já sonhou com Deus
E a outra, triste enamorada
Coitada, já deitou com os seus
O acaso faz com que essas duas
Que a sorte sempre separou
Se cruzem pela mesma rua
Olhando-se com a mesma dor
Que dia! Nossa, pra que tanta conta
Já perdi a conta de tanto rezar
Que dia! Puxa, que vida danada
Tem tanta calçada pra se caminhar
Que dia! Cruzes, que vida comprida
Pra que tanta vida pra gente desanimar

sabato 16 luglio 2016

Jardim prometido



Jardim prometido


Ess verde di bô nome ja nos espera'l tcheu
Num jardim florido, rebera ta corré
Vale de Paúl é prova de fertilidade
Quande nuvem fecunda ta derrá-me sê amor
Agua ta caí esperança ta brotá

Naquês tempo d'otrora quande mundo era mundo
Maça di ouro bô tchom tava dá
Tchuva zanga e quel era de bonança
Hoje transformá num historia sabe d'uvi
Ma nôs vontade e esperança é maior

Quel jardim na nôs sonho ca morrê
Força de perseverança ainda ta cultiva'l
Cabo Verde é verde na nôs coraçon
Nôs terra ta vertejá d´nôs mon cheio d'amor

Sempre nô espera pèss dia grande
Onde cada fidjo ta tem sê parte d'virdim
Nô crê vivê num terra d'amizade
Ta desenvolvê na meio d'felicidade
Num jardim prometido ta flori cheio di paz


Canta la diva a piedi scalzi : Cesaria Evora



Quel verde del tuo nome già ci promette tanto
In un giardino fiorito il fiume sta scorrendo
Vale de Paul è un esempio di fertilità
Mentre una nuvola piena mi sta dando il suo amore
Acqua sta cadendo , speranza sta fiorendo.

In quel tempo antico quando il mondo era mondo
Quella mela d'oro che alle tue chiamate dava
pioggia , rabbia e bontà
oggi si trasforma in una storia solo tramandata
ma la nostra volontà e speranza sono grandi.

Quel giardino del nostro sogno giace qui
La forza della perseveranza ancora vien coltivata
Capo Verde è verde nel nostro cuore
La nostra terra  verdeggiante è piena di amore.

Noi aspettiamo sempre quel grande giorno
in cui ogni bambino avrà la sua parte di verde
Noi vogliamo vivere in una terra di amicizia
che si estende nel centro della felicità
Un giardino promesso sta fiorendo pieno di pace

giovedì 14 luglio 2016

Enzo e Chico. In tram da Milano a Rio.




PEDRO PEDREIRO (C. Buarque de Hollanda) (1965)

Pedro pedreiro penseiro esperando o trem
Manhã parece, carece de esperar também
Para o bem de quem tem bem de quem não tem vintém
Pedro pedreiro fica assim pensando

Assim pensando o tempo passa e a gente vai ficando prá trás
Esperando, esperando, esperando,
esperando o sol esperando o trem,
esperando aumento desde o ano passado para o mês que vem

Pedro pedreiro penseiro esperando o trem
Manhã parece, carece de esperar também
Para o bem de quem tem bem de quem não tem vintém
Pedro pedreiro espera o carnaval

E a sorte grande do bilhete pela federal todo mês
Esperando, esperando, esperando, esperando o sol
Esperando o trem, esperando aumento para o mês que vem
Esperando a festa, esperando a sorte
E a mulher de Pedro, esperando um filho prá esperar também

Pedro pedreiro penseiro esperando o trem
Manhã parece, carece de esperar também
Para o bem de quem tem bem de quem não tem vintém

Pedro pedreiro tá esperando a morte
Ou esperando o dia de voltar pro Norte
Pedro não sabe mas talvez no fundo espere alguma coisa mais linda que o mundo
Maior do que o mar, mas prá que sonhar se dá o desespero de esperar demais
Pedro pedreiro quer voltar atrás, quer ser pedreiro pobre e nada mais, sem ficar
Esperando, esperando, esperando, esperando o sol
Esperando o trem, esperando aumento para o mês que vem
Esperando um filho prá esperar também
Esperando a festa, esperando a sorte, esperando a morte, esperando o Norte
Esperando o dia de esperar ninguém, esperando enfim, nada mais além
Da esperança aflita, bendita, infinita do apito de um trem
Pedro pedreiro pedreiro esperando
Pedro pedreiro pedreiro esperando
Pedro pedreiro pedreiro esperando o trem
Que já vem...
Que já vem
Que já vem
Que já vem
Que já vem
Que já vem




Traduzione di Jannacci - Calabrese (1968)


Pedro pedreiro è pensoso e aspetta il tram,
domani forse dovrà aspettare ancora
per il bene di chi? Il bene di chi è senza un soldo
Pedro pedreiro resta pensieroso
E pensando il tempo passa
la gente resta indietro ad aspettare
aspettando aspettando aspettando
aspettando il sole, aspettando il tram,
Aspettando l’aumento dell’anno passato
per il mese che viene.

Pedro pedreiro è pensoso e aspetta il tram
domani forse dovrà aspettare ancor
per chi ha fortuna e chi non ha, non ha nemmeno un soldo
Pedro pedreiro aspetta il carnevale
e la fortuna grossa col biglietto della lotteria
Tutti i mesi aspettando aspettando aspettando,
aspettando il sole, aspettando il tram,
aspettando l’aumento per il mese che viene
aspettando la festa e la fortuna
E la moglie di Pedro che aspetta un figlio
che aspettarà anche lui

Pedro pedreiro è pensoso e aspetta il tram
domani forse dovrà aspettare ancor
per chi ha fortuna e chi non ha, non ha nemmeno un soldo
Pedro pedreiro aspetta anche la morte
oppure il giorno di tornare al nord
Pedro non sa, forse forse in fondo
aspetta qualcosa più bella del mondo
più grande del mar.
Ma perché sognar
Con la disperazione di aspettare ancora?
Pedro pedreiro vuol tornare indietro
ed esser solo muratore
senza continuare ad aspettare,
aspettare aspettare aspettare,
aspettare il sole, aspettare il tram
aspettare l’aumento per il mese che viene
aspettare un figlio che aspetterà anche lui
aspettar la festa
aspettar fortuna
aspettar la morte
aspettare il nord
aspettare il giorno
di aspettar più niente,
aspettare il figlio
niente di più lontano
nella speranza afflitta benedetta infinita
del fischio del tram

Pedro pedreiro è pensoso ed aspetta,
Pedro pedreiro è pensoso ed aspetta,
Pedro pedreiro è pensoso ed aspettava il tram
che già vien, che già vien
che già vien, che già vien
che già vien, che già vien
che già vien, che già vien
che già vien, che già vien

che già vien, che già vien...