La poetica di Francisco Buarque de Hollanda gira intorno a varie tematiche, solo apparentemente disgiunte.
Tutto quello di cui parla nelle sue canzoni si può ricondurre ad un elemento comune che è la vita.
Parla di amore, di Carnevale, di politica sempre tenendo dritta la barra su un forte senso dell'esistenza e della solidarietà umana.
L' amore , il disadattamento sociale o esistenziale, il divertimento, l'amicizia, consentono sempre a Chico di mostrare nei suoi testi il suo sfrenato e sfrontato attaccamento alla vita.
I personaggi delle sue canzoni (numerosi sono quelli femminili) danzano/vivono sempre fuori del tempo conosciuto e riconosciuto dalla società , ma perfettamente in armonia con la loro mente. Una danza dionisiaca, che basta a sè stessa, definitiva.
Impossibile non percepire la vitale follia di quella donna che , danzando, non si accorge che la quarta feira è passata ( e che se anche la avvisassero resterebbe indifferente), di quell'altra che torna a casa sfinita da una notte di amori vissuti in strada, di quella che esce la mattina di casa iniziando a pregare, di quella che sa amare solo e sempre seguendo una sceneggiatura, di quella che sogna senza sosta musicisti di samba che le promettono sì dosi smisurate di pazzia visionaria, ma in cambio le allevieranno il dolore dell'esistenza quotidiana.
Latina è la vera America. Latino il sogno dei letterati romani. Latina l'anima dei bambini che al tramonto scendono dal morro. Latina la speranza che dentro di noi ci stia ancora vita.
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Bella descrizione della poetica di Chico Buarque, mi è piaciuta molto.
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